Fronte Nazionale Zagamiano - Circolo Zagamiani. Rassegna stampa del popolo dei Circoli Zagamiani d'Italia!
martedì 6 aprile 2021
Netflix perde il 31% delle quote di mercato nell'ultimo anno:
venerdì 2 aprile 2021
Fallimento dell'euro? Confermato da prestigiosi Premi Nobel per l'economia:
FALLIMENTO DELL'EURO? CONFERMATO DA PRESTIGIOSI PREMI NOBEL PER L'ECONOMIA:
venerdì 26 febbraio 2021
Approvazione della causa Zagamiana per il futuro dell'Italia:
APPROVAZIONE DELLA CAUSA ZAGAMIANA PER IL FUTURO DELL'ITALIA:
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| -La Corona di Ferro dei Re d'Italia, forgiata da San Costantino. da allora ha cinto la testa di tutti i Sovrani d'Italia. E' conservata nel Duomo di Monza. |
Cari lettori, oggi vorremmo proporre a voi Zagamiani e non, queste importantissime parole di appoggio alla nostra causa. Le parole sono quelle di Don Cesare C. Torella, nobile di San Leucio della città di Frigento, che ha endorsato la causa Zagamiana, ed ha voluto sottolineare l'importanza del lavoro svolto da Sir Leo Lyon Zagami. Sul suo account Facebook cosi riporta: "L'Italia, da più di un anno, versa in uno stato di tirannia. La soluzione si chiama Re Leo Lyon Zagami.<<Chiusura dal 6 marzo al 6 aprile compresa la Pasqua ... che disastro totale e così sarà anche l'anno prossimo>>, scrive l'amico Federico Forgione, facendosi interprete dello sconforto di molti italiani cristiani. Gli rispondo come segue. Questo inferno andrà avanti senza fine, se gli italioni (italiani coglioni) non fanno quanto segue: 1) preliminarmente, smettere di essere italioni e svegliarsi, ri-diventando almeno italiani; 2) comprendere finalmente che TUTTI i partiti sono inaffidabili, in quanto manipolati da forze occulte superiori; 3) comprendere che le istituzioni stesse, sia civili che ecclesiastiche, sono da secoli infiltrate da queste forze occulte; 4) aderire, quindi, ad un progetto politico serio, MONARCHICO, tradizionalista e Cristiano, come quello oggi propugnato da Sua Altezza Reale Don Leo Lyon Zagami, principe reale di Scozia, principe siciliano e Gran Maestro Templare." e poi conclude con un augurio in spagnolo "Feliz jueves de resistencia, hombres de buena voluntad, SANTIAGO Y CIERRA!" e continua ancora: "Anche quest'anno, inoltre, ci impediranno di celebrare degnamente la Santa Pasqua. La soluzione si chiama Leo Lyon Zagami. Il principe Leo Lyon Zagami è uno scrittore e giornalista anglo-italiano, nato a Roma il 5 marzo del 1970, autore di un blog e di molti libri autobiografici. In essi, il Principe racconta le sue esperienze di iniziato e denuncia, da molti anni, i progetti nefasti del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale". Per questa sua attività Zagami ha subito alcune condanne in vari paesi europei, per motivi per lo più ascrivibili al "reato d'opinione", ed oggi vive in esilio negli USA. Aderite ai Circoli Monarchici Zagamiani." Insomma cari lettori, siamo felici di constatare che le acque della palude moderna si vanno smuovendo e sempre più persone stiano passando dalla nostra parte, non solo il popolo, ma anche eruditi nobili stanno valutando seriamente il movimento Zagamiano.
Fonte - César Carlos de Torella - pagina Facebook ufficiale.
venerdì 19 febbraio 2021
I fantasmi del partito dell'odio:
I FANTASMI DEL PARTITO DELL'ODIO:
Cari lettori, oggi ritorneremo a parlare di Foibe e del "Giorno del Ricordo" dei nostri martiri del confine nord-orientale. Ci sembrava opportuno riportare un ottimo articolo di Francesco Lamendola di qualche giorno fa apparso su "Accademia Nuova Italia" che così riporta: "Il partito del male che odia i morti dopo 75 anni. Per suscitare una "Scintilla di pietà" comprensione e perdono. La foiba dimenticata a Combai di Miane e il diritto alla memoria: perchè una vera pacificazione sembra ancora lontana? Oggi, domenica 14 febbraio 2021, giorno di San Valentino, andremo, con un gruppo di amici, a inaugurare una lapide posta a ricordo d’una quarantina di soldati regolari della Repubblica Sociale Italiana che vennero barbaramente trucidati dai partigiani, a guerra ormai finita, e i cui corpi, dopo aver subito torture e sevizie, vennero gettati in fondo a un grotta profonda trenta metri, poi, a distanza di alcuni giorni, inzuppati di benzina e distrutti col fuoco, perché ne divenisse impossibile l’identificazione; da ultimo il pozzo naturale venne parzialmente colmato, risultando profondo appena cinque metri. Solo due anni dopo questi tragici fatti la foiba venne esplorata e i pochissimi resti, recuperati e tumulati; il riconoscimento di una parte delle vittime fu consentito dal ritrovamento delle piastrine militari. Alcuni avevano solo vent’anni; ce n’erano anche di diciotto e diciassette anni. Le uccisioni avvennero nella notte fra il 7 e l’8 giugno 1945, e a nulla valse che il comandante partigiano si fosse fatto consegnare una grossa somma di denaro: furono tutti passati per le armi, dopo aver subito torture inumane, dietro il paravento di un processo farsa tenuto dagli stessi giustizieri e del tutto privo sia di legittimità giuridica, sia di un qualunque minimo pretesto di necessità, essendo le operazioni di guerra terminate da parecchi giorni per cui nulla poteva giustificare la fretta di eseguire delle sentenze capitali a carico di militari che avevano combattuto per un esercito regolare e le cui eventuali responsabilità penali avrebbero dovuto essere accertate da un vero tribunale e da una vera inchiesta della magistratura. Ma in quei giorni scene del genere si ripetevano in tutto il Nord Italia, mentre si faceva di tutto affinché la popolazione terrorizzata non vedesse e non sapesse quanto accadeva ai danni degli sconfitti, donne e ragazzini compresi. Perciò la tragedia di Miane, in frazione di Combai, nell’Alta Marca Trevigiana, a ridosso dei monti bellunesi, non eccedeva la misura dell’ordinaria efferatezza: massacri ed eccidi ingiustificabili avvenivano un po’ dappertutto, e sempre per iniziativa delle formazioni comuniste che potevano finalmente sfogare sino in fondo i loro istinti belluini e la loro sete di sangue, che si era accesa nove anni prima, quando militavano nelle Brigate internazionali durante la guerra civile spagnola e già si erano macchiate le mani di sangue fraterno, e fin d’allora avevano minacciosamente intonato: Oggi in Spagna, domani in Italia. Nell’aprile e nel maggio del 1945 quell’oggi era finalmente arrivato, ed esse si abbandonarono ad atrocità indegne d’una nazione civile, accanendosi perfino contro bambine tredicenni come Giuseppina Ghersi, responsabile di aver scritto a scuola un tema in lode del caduto dittatore, o seminaristi di quattordici anni come Rolando Rivi, la cui unica colpa era quella di voler diventare prete. Intendiamoci: comportamenti criminali vi furono da entrambe le parti. Viene tuttavia da chiedersi se non sia arrivato il tempo di rivedere la lettura che da decenni ci è stata imposta di quei fatti, ossia d’una guerra civile (peraltro tenacemente negata quasi fino a ieri) che ricade interamente sulle spalle dei fascisti, mentre verità storica vuole si dica che i primi a macchiarsi di sangue fraterno furono proprio i partigiani, e che non pochi di essi, sia nelle azioni terroristiche nelle città, sia nelle azioni di guerriglia sui monti, si macchiarono di stupri, rapine, ricatti e grassazioni, oltre che di atti di ferocia inauditi e a stento credibili, come cavare gli occhi ai prigionieri e poi conservarli in un cestello quale orrido trofeo del vincitore. Cose, queste, che solo pochi storici locali hanno indagato, mentre al popolo italiano è stato insegnato dalla cultura dominante, partendo dai banchi di scuola, che a compiere simili efferatezze furono sempre e solo i fascisti, mentre i partigiani erano dei gloriosi combattenti della libertà, i soli che vollero riscattare l’onta della sconfitta e dell’occupazione nemica con intrepide azioni di guerriglia, pomposamente ribattezzate Resistenza allorché, dopo il 1945, il Paese uscito dalle macerie aveva bisogno d’una mitologia qualunque per ripartire e tenere a battesimo la nascita della Repubblica, fatta passare per il momento culminante del processo di avanzata della democrazia e di maturazione delle coscienze. Mentre è vero il contrario: quello fu l’inizio di una serie di menzogne storiche colossali, grazie alle quali una classe politica trasformista, corrotta, pavida e prona ai voleri dello straniero – il “liberatore” angloamericano – si accingeva a insediarsi sulle macerie di un Paese distrutto, dopo aver fatto del suo meglio, o del suo peggio, affinché quel Paese subisse una sconfitta catastrofica, salvo poi addossarne tutta intera la responsabilità al capo irresponsabile e megalomane che aveva pugnalato la Francia alle spalle, attaccato ingiustificatamente la Grecia e mandato i soldati italiani in Russia con gli scarponi dalle suole di cartone. Ma non è questa la sede per ripercorrere quella tragica pagina di storia, la nostra storia. Qui si vuole solo rivendicare il diritto alla memoria, e al rispetto della memoria, per quanti caddero dalla parte “sbagliata”: sbagliata non in senso morale – in una guerra civile non ci sono i buoni, sono tutti cattivi – ma in senso politico, perché ebbe il torto di soccombere; e guai ai vinti, per loro non c’è pietà. Per settantacinque anni, vale a dire per tre generazioni, il ricordo di quegli uomini, di quei ragazzi, è stato letteralmente rimosso: e migliaia di famiglie hanno dovuto tenersi dentro il loro lacerante dolore, perché quei morti erano figli di nessuno, nessuno ne voleva parlare, nessuno era disposto a pronunciare una parola di umana e cristiana pietà a loro riguardo; anzi hanno dovuto sopportare che la loro memoria venisse incessantemente infangata, vilipesa, lordata in tutte le maniere possibili, da una cultura dominante che faceva e fa di tutta l’erba un fascio e li ha sempre descritti come una massa di sgherri al sevizio dello straniero (quello che ha perso; perché l’altro straniero, al cui servizio stavano i buoni, e nel cui interesse i buoni assassinavano i loro fratelli, si accingeva a mettere in catene per sempre il popolo italiano, come poi si è visto e come perdura anche ai nostro giorni). Noi crediamo perciò che sia arrivato il tempo di dire basta a questa grottesca versione dei fatti, a questo oltraggio della memoria, a questo sfregio della verità; ma soprattutto che sia arrivato il tempo in cui anche i morti della parte soccombente possano e debbano essere ricordati, non per alimentare le fiamme del rancore e del desiderio di rivalsa, ma per contribuire a una chiarificazione che è la necessaria premessa a una futura pacificazione nazionale. Tale pacificazione è finora stata resa impossibile da un partito politico, e soprattutto ideologico, il partito dell’odio: il partito di quelli che non perdonano, che non fanno mai alcuna autocritica, che hanno bisogno di gettare ogni colpa su un nemico per assolvere se stessi e presentarsi come eternamente necessari, eternamente indispensabili al pubblico bene: come infatti stiamo vedendo anche in questi giorni, quando i loro eredi, sfacciati e imperterriti, pur non avendo mai vinto alle elezioni, si accingono a governare il Paese in un momento particolarmente critico, e lo fanno, oggi come allora, al servizio d’interessi che non sono quelli dell’Italia, non sono quelli dei lavoratori italiani e degli imprenditori italiani, dei risparmiatori e dei pensionati italiani, degli studenti e dei bambini italiani, ma sono gli interessi dei grandi banchieri internazionali che si nascondono dietro parole d’ordine simpatiche e accattivanti, e incantano le folle sfoderando improbabili messia come Greta Thunberg, mentre proclamano di voler tutelare l’ambiente, costruire uno sviluppo sostenibile, rifondare le relazioni umane nel segno dei diritti e dell’inclusione. Tutte bellissime filastrocche il cui unico scopo è creare una cortina fumogena dietro la quale mettere in ceppi i popoli e spremere da essi le ultime risorse finanziarie, sottomettendoli al totalitarismo del Pensiero Unico, vaccinandoli, controllandoli, manipolandoli sia biologicamente, che mentalmente e spiritualmente (perfino il sedicente vicario di Cristo è dalla loro parte e porta avanti la loro spregiudicata agenda mondialista). Noi crediamo che sia importante il recupero della memoria e la restituzione della dignità anche per i morti della parte che 75 anni fa risultò soccombente, ma che aveva amato l’Italia, pur facendo degli sbagli e pur incorrendo nelle debolezze che sono proprie della natura umana e che si riscontrano in qualunque progetto politico, senza però scordarsi che le loro idee, a un certo punto, riscossero la fiducia della maggior parte del popolo italiano e diedero una speranza a milioni di persone, di lavoratori, di famiglie, permettendo al popolo italiano di rialzare la testa dopo anni di contese intestine e di mortificazioni esterne, e rendendolo per la prima e ultima volta un popolo rispettato e in parte anche temuto dalle grandi potenze. Quelle che, fino ad allora, non si erano fatte scrupolo di trattarlo come un’entità trascurabile, destinata ad accontentarsi eternamente delle briciole del lauto banchetto che esse seguitavano a consumare da tre secoli, grazie ai loro immensi imperi coloniali e alle loro vastissime e onnipresenti speculazioni finanziarie. Pure, anche questi minimi gesti di pietà umana dispiacciono al partito dell’odio. Anche questa volta abbiamo visto l’Associazione Partigiani d’Italia insorgere contro il misfatto di voler ricordare i trucidati di Combai, di voler porre una lapide che ne perpetui la memoria. Con urla scomposte e con ricatti ideologici d’ogni genere quei signori si son fatti notare per il fatto che non cambiano mai, il mondo intero è cambiato in modo radicale ma loro sono ancora così miseri da aver bisogno della foglia di fico dell’antifascismo, cioè di essere contro qualcosa che non esiste più da 75 anni, per giustificare la loro occupazione della cultura, della società, del potere, di ogni spazio possibile e immaginabile: fossilizzati nel loro rancore, mummificati nel loro bisogno di vomitare odio contro un nemico morto e sepolto, agitandone lo spettro come se fosse vivo – e intanto non si accorgono, o forse se ne accorgono fin troppo bene, che il vero nemico dell’Italia, e di tutti i popoli liberi, è proprio quello strapotere finanziario del quale si sono messi al servizio, dal quale ricevono istruzioni e finanziamenti, e che non si vergognano di lodare e sostenere pubblicamente, pur se anche un cieco vedrebbe che ad esso vanno imputati l’impoverimento progressivo della società e la distruzione sistematica, inarrestabile del ceto medio, che significa anche, per forza di cose, la distruzione della speranza dei giovani, la cui sola prospettiva sembra essere rimasta quella di espatriare da un Paese non solo tragicamente impoverito - e solo una ventina d’anni fa era tra le maggiori potenze economiche mondiali! – ma anche prostrato sul piano psicologico e morale, tanto è vero che si segnala ormai per il tasso d’incremento demografico più basso di tutto l’Occidente e, per converso, per uno dei tassi più alti di aborti volontari. E questo mentre milioni di stranieri, legalmente o illegalmente, giungono nelle nostre città e ci sostituiscono, poco alla volta, non solo nel tessuto produttivo, ma anche nella pura e semplice presenza fisica, al popolo italiano che sembra ormai destinato all’estinzione. Tutto questo avviene anche e forse soprattutto per la perdita della memoria: perché chi ha memoria della propria storia ha anche sufficiente consapevolezza del presente, e quindi possiede gli strumenti per scommettere sul proprio futuro; mentre chi ha rimosso il passato, cancellando con ciò quelle pagine che potrebbero dischiudergli nuove chiavi di lettura della realtà, è destinato ad estinguersi. La natura non sa che farsene degli esseri umani che non sono disposti a imparar nulla dalle proprie vicende; e ciò vale anche per i popoli. Così, nel ricordare i quaranta assassinati di Combai, le cui anime sono ormai da tempo al cospetto di Dio e perciò non hanno bisogno del nostro ricordo o del nostro perdono, mentre noi abbiamo bisogno di perdonare e di essere perdonati per quel che abbiamo fatto, o permesso che venisse fatto, a loro quand’erano vivi, e alla loro memoria dopo che erano morti, ci piace riportare la lettera che il protagonista del film giapponese L’arpa birmana (1956, regia di Kon Ichicawa), un ex combattente fattosi bonzo e che aveva dedicato la propria vita a ricercare le spoglie dei commilitoni morti, per dar loro una degna sepoltura, indirizza ai suoi compagni sopravvissuti, che gli chiedono di tornare a vivere nella società civile: «Ho superato i monti, guadato i fiumi, come la guerra li aveva superati e guadati in un urlo insano. Ho visto l'erba bruciata, i campi riarsi... perché tanta distruzione caduta sul mondo? E la luce mi illuminò i pensieri. Nessun pensiero umano può dare una risposta a un interrogativo inumano. Io non potevo che portare un poco di pietà laddove non era esistita che crudeltà. Quanti dovrebbero avere questa pietà! Allora non importerebbero la guerra, la sofferenza, la distruzione, la paura, se solo potessero da queste nascere alcune lacrime di carità umana. Vorrei continuare in questa mia missione, continuare nel tempo fino alla fine.» Se potessimo trovare in noi almeno un po’ dello spirito di quell’ex combattente votatosi alla pace attraverso il ricordo e l’onore reso ai compagni caduti; se fossimo capaci di suscitare in noi la scintilla della pietà, della comprensione, del perdono, ma affermando e non negando la realtà di quel che avvenne in quei giorni lontani che non vogliono passare, come un delitto inconfessato che pesa per sempre sulla coscienza di chi lo ha perpetrato, o lo ha visto e non l’ha denunciato, tutto sarebbe possibile. Anche veder risorgere la nostra amata Patria dalla profonda depressione in cui è caduta, come sotto l’effetto d’un incantesimo maligno, mentre in lei ci sono ancora delle forze valide."
In ultima analisi cari lettori noi aggiungeremmo che, speravamo la solita sinistra avesse tenuto a freno la lingua almeno per quest'anno, ma così non è stato: tra il solito negazionismo dell'ANPI, le dichiarazioni shock del verme chiamato Vauro Senesi (il quale ha affermato che la giornata frl 10 febbraio è un "trucido strumento di propaganda") e la vomitevole minimizzazione di Saverio Tommasi, "giornalista" al servizio della montagna di ciarpame mediatico che porta il nome di "Fanpage", siamo costretti a constatare come nel 2021 la propaganda anti-italiana negazionista e revisionista circa il dramma delle foibe sia ben lungi dall'essere acqua passata. Difficile dire se sia più grave constatare come simili figuri occupino posti di disceto rilievo all'interno dei panorami mediatico e associazionistico italiani, o quanti siano i mentecatti pronti a difendere a spada tratta le loro affermazioni: leggete se avete fegato, cosa ha scritto il sito di debunk (che più che occuparsi di debunk, fa propaganda comunista e mondialista) "Bufale.net" a proposito delle dichiarazioni di Vauro Senesi. Non ci abbassiamo al livello di siddetti araldi della menzogna, perfetto esempio del peggior livello di bassezza umana raggiungibile: ricordiamo solamente che, prima o poi, arriverà per chiunque il momento di rendere conto della gravità delle proprie affermazioni. Per quanto ci riguarda continueremo sempre a combattere contro le bieche menzogne e il disgustoso revisionismo storico dei comunisti.
ORA E PER SEMPRE, ONORE AI MARTIRI DELLE FOIBE !
mercoledì 27 gennaio 2021
Centro studi: René Guénon, la miopia dell'uomo moderno.
RENE' GUENON, LA MIOPIA DELL'UOMO MODERNO:
"Queste cose sono letteralmente inesistenti per lui, il che non vuole affatto dire che esse abbiano cessato di esistere".
In questa frase di René Guénon è racchiusa tutta la supponente miopia dell'uomo contemporaneo per la dimensione spirituale della vita. Focalizzato esclusivamente sulle proprie piccole esperienze sensibili e materiali, l'uomo moderno diviene ontologicamente incapace di avvedersi delle forze che agiscono al di là e al di sopra de propri sensi, rifugiandosi in una completa negazione di autocompiacimento.
L'atteggiamento in questione, tuttavia, non priva di esistenza né di validità quei modelli eterni che, invece, l'uomo della Tradizione sapeva vivere e incarnare spontaneamente e calare anche nel contesto della realtà quotidiana e delle proprie vicende terrene. Vediamo in ultima analisi come l'uomo moderno è stato completamente svirilizzato e costretto a pensare e agire secondo i dettami dei suoi padroni occulti, diventato ormai un pinocchio da consumo, che vive alienato e insidiato dai ritmi incessanti della propria quotidianità nel formicaio borghese capital-marxista.
domenica 24 gennaio 2021
AGGHIACCIANTE! Nell'era dell'Anticristo, gli Antifa fanno irruzione in una chiesa in Ohio!
NELL'ERA DELL'ANTICRISTO GLI ANTIFA FANNO IRRUZIONE IN UNA CHIESA IN OHIO!
Nel frattempo, venerdì, mercenari pro-abortisti antifa hanno interrotto una funzione religiosa nella cattedrale cattolica di St. Joseph a Columbus, Ohio. Circa otto membri dell'Antifa hanno fatto irruzione nella chiesa, hanno rovesciato un tavolo e hanno gridato parolacce davanti ai fedeli che includevano anche i bambini.
La ragione di tutta questa furia da parte della sinistra era una Messa pro-vita presieduta dal vescovo Robert Brennan nell'anniversario della storica decisione di "Roe vs.Wade" della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1973 in cui la Corte ha stabilito che la Costituzione degli Stati Uniti protegge la libertà di una donna incinta di scegliere di abortire senza eccessive restrizioni governative.
La presenza di vari giornalisti di sinistra ha fatto sembrare l'intera faccenda l'ultima trovata della sinistra per promuovere politiche anti-cristiane a favore dell'aborto."
-Vi ricordiamo che gli "Antifa" sono sponsorizzati da George Soros tramite carte ricaricabili e Bitcoin.
Fonte: https://leozagami.com/2021/01/23/the-age-of-the-antichrist-antifa-storms-pro-life-mass-in-ohio/
Riprese dell'accaduto: https://www.youtube.com/watch?v=p-08xYI7PRg&feature=emb_title
mercoledì 20 gennaio 2021
Centro studi, "spirito legionario, gerarchia e monarchia Zagamiana":
"SPIRITO LEGIONARIO, GERARCHIA E MONARCHIA ZAGAMIANA":
lunedì 18 gennaio 2021
Centro studi: Avanguardia e Popolo.
AVANGUARDIA E POPOLO:
giovedì 14 gennaio 2021
Centro Studi: i quattro punti per vivere e lottare.
I QUATTRO PUNTI PER VIVERE E LOTTARE:
mercoledì 13 gennaio 2021
Centro Studi: Lotta e vittoria per la rinascita del popolo.
LOTTA E VITTORIA PER LA RINASCITA DEL POPOLO:
domenica 10 gennaio 2021
Centro studi: "NO" all'immigrazione incontrollata!
"NO" ALL'IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA.
I ZAGAMIANI SI RIFIUTANO DI ABBASSARE LA TESTA!
sabato 9 gennaio 2021
Centro studi Zagamiani: muoiano gli schemi, la rivoluzione è oltre!
MUOIANO GLI SCHEMI, LA RIVOLUZIONE E' OLTRE !
giovedì 7 gennaio 2021
Riflessione sulla manifestazione a Washington D.C:
RIFLESSIONE SULLA MANIFESTAZIONE A WASHINGTON D.C:
Cari lettori, oggi riportiamo qui sul nostro blog un'ottima riflessione, secondo noi, di Matteo Brandi che si esprime quanto segue: "Mentre in molti si soffermano sulle foto dell'irruzione a Capitol Hill di un gruppetto di persone guidate da uno strambo toro seduto, io guardo questa foto. Perché come al solito telecamere ed occhi sono voltati dalla parte sbagliata. Le prime per interesse, i secondi per ingenuità. A Washington è accaduto qualcosa di storico. Migliaia di cittadini americani si sono riversati nelle strade della capitale statunitense per dare un messaggio che va ben al di là del semplice supporto a Donald Trump. Qui infatti non c'entra più la contrapposizione tra democratici e repubblicani. Quel bipolarismo, che per decenni ha offerto agli USA e al resto del mondo la stessa ricetta (al sapore di bombe), è arrivato al capolinea. Esattamente come la vecchia dicotomia destra-sinistra. Milioni di americani non credono più al sistema vigente. Ne rifiutano i dogmi e ne disconoscono i rappresentanti. Ne hanno subito la follia ideologica, dai disastri della globalizzazione alla STASI del politically correct, fino alla macelleria sociale in nome dell'alta finanza. Queste elezioni segnano uno spartiacque nella storia americana e, dunque, occidentale. Quella che nel 2016 era una profonda crepa oggi è una voragine. E, come al solito, c'è chi fa finta di non capire. I grandi media possono urlare e strapparsi i capelli quanto vogliono, ma questa gente non li considera più. Non li ascolta più. E come biasimarli? Dato che sono stati dipinti come fascisti, razzisti e trogloditi per anni dai media? Con quale faccia i prezzolati trombettieri di regime invocano la pace e l'unità, quando per mesi hanno incensato teppisti, omicidi e saccheggiatori spacciandoli per paladini dei diritti civili? Con che coraggio parlano di attacco alla democrazia? quando ogni giorno sputano sul popolo, censurano il pensiero altrui e lodano poteri sovrannazionali svincolati da governi e parlamenti? Lasciate che passi il solito teatrino di lacrime a comando. Lasciate che l'aria attorno a voi si riempi di grida indignate e dello stridio di unghie sui vetri. Lasciate che i dormienti si agitino sotto le loro coperte, sbracciando e colpendo l'aria. La Storia sta per compiere una delle sue acrobazie. Non perdetevela.
martedì 5 gennaio 2021
Centro studi, estratti dalla vera tradizione Cristiana:
ESTRATTI DELLA VERA TRADIZIONE CRISTIANA:
Cari lettori,
vorremmo proporvi oggi una piccola carrellata di frasi dei Padri della Chiesa di Cristo. Questi estratti della vera tradizione Cristiana (di cui Bergoglio il mondialista progressista vuole abbatterne il ricordo) siano da esempio di rettitudine per tutti i "cristiani" sinistroidi (il che già ci fa ridere così il controsenso) contro la Patria e contro le "maniere forti".
Infatti Sant'Agostino dice: "Se volete conservare la carità, fratelli, innanzitutto non pensate che essa sia avvilente e noiosa; non pensate che essa si conservi in forza di una certa mansuetudine, anzi di remissività e di negligenza. Non così essa si conserva. Non credere allora di amare il tuo servo, per il fatto che non lo percuoti; oppure che ami tuo figlio, per il fatto che non lo castighi; o che ami il tuo vicino allorquando non lo rimproveri; questa non è carità, ma trascuratezza. Sia fervida la carità nel correggere, nell'emendare. Non voler amare l'errore nell'uomo, ma l'uomo; Dio infatti fece l'uomo, l'uomo invece fece l'errore. Ama ciò che fece Dio, non amare ciò che fece l'uomo stesso. Anche se qualche volta ti mostri crudele, ciò avvenga per il desiderio di correggere. Ecco perché la carità è simboleggiata dalla colomba che venne sopra il Signore. Quella figura cioè di colomba, con cui venne lo Spirito Santo per infondere la carità in noi. Perché questo? Una colomba non ha fiele: tuttavia in difesa del nido combatte col becco e con le penne, colpisce senza amarezza. Anche un padre fa questo; quando castiga il figlio, lo castiga per correggerlo, ma è senza fiele. Tali siate anche voi verso tutti. Chi è quel padre che non dà castighi? e tuttavia sembra che egli infierisca. L'amore infierisce, la carità infierisce, ma infierisce in certo qual modo, senza veleno, al modo delle colombe e non dei corvi.
"Ama il prossimo tuo, più del tuo vicino, i tuoi genitori, più dei tuoi genitori, la tua Patria; e solo più della tua Patria, ama Dio"
San Bernardo ci dice:
"(il soldato di Cristo) è strumento di Dio per la punizione dei malfattori e per la difesa dei giusti. Invero quando egli uccide in malfattore, non commette omicidi, ma malicidio e può essere considerato il carnefice autorizzato di Cristo contro i malvagi. Il cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo: morendo si salva, uccidendo lavora per il Cristo. La morte inflitta o ricevuta nel nome di Cristo da un canto non ha nulla di criminale, dall'altro merita una grande gloria. Non si dovrebbero uccidere neppure i pagani qualora ci fosse una maniera diversa per impedir loro di opprimere i fedeli."
lunedì 28 dicembre 2020
Enrico Letta: "dopo l'era Trump sta nascendo un nuovo ordine mondiale"
ENRICO LETTA: "DOPO L'ERA TRUMP STA NASCENDO UN NUOVO ORDINE MONDIALE"
venerdì 25 dicembre 2020
Vogliamo molto: la vostra fine!
VOGLIAMO MOLTO: LA VOSTRA FINE!
Vogliamo molto: la vostra fine, avete distrutto un mondo che era popolato di uomini che sapevano amare, odiare, lottare e morire. Lo avete distrutto perché quegli uomini non potevano comprendere cosa significasse vivere lucrando o accumulando oro. Per distruggerlo creaste i falsi miti dell'uguaglianza e delle "libertà civili" che poi vollero dire schiavitù e fine delle libertà. Il vostro dio, è il denaro, le banche sono le chiese dove celebraste i vostri immondi riti. E poi avete inventato ogni sorta di inganno: i partiti, la TV, le elezioni, la grande distribuzione, il telefono, i mass media, la droga, i computers, la scienza esatta, la coca cola e il compromesso. Il mostro che genera gli storpi. Vi chiamate di volta in volta democratici, liberali, progressisti, conservatori, reazionari. Avete problematicizzato l'esistenza senza saper fornire risposte ai problemi. In breve, avete stravolto e capovolto, mistificato e dissacrato. Voi, i borghesi. Voi che avete prolificato generando le masse degli uomini senza volto. Ma del vostro mondo, ignobile perché disumano, noi, i dannati della terra, faremo terra bruciata. Vogliamo molto: la vostra fine. E' iniziata la marcia nel tempo che vedrà il Popolo sostituirsi alla massa. Che vedrà gli Uomini liberi aver ragione sugli schiavi, i guerrieri sui mercanti ed i rivoluzionari sui reazionari. Di questo mondo nulla potrà essere conservato. Non abbiamo paura della lotta, anzi la invochiamo: se a Dio preghiamo chiediamo in dono la lotta. Non ci preoccupiamo del tempo: il tempo preoccupa voi usurai che calcolate sul quadrante dei cronometri il tasso di interesse del vostro malo denaro. Il nostro calcolo è altro: abbiamo rivoltato la clessidra e attendiamo la caduta dell'ultimo granello di sabbia. Quando anch'esso sarà caduto, sarà la fine del vostro mondo.
Viva la rivoluzione!
E con questo cari lettori, Zagamiani e non, vi auguriamo un buono e sereno Natale, nella gloria e nella grazia di Nostro Signore Gesù Cristo, che vegli su ognuno di noi, in queste ore drammatiche.
Estratto da: Il risveglio della stirpe italica.
BertranDeborn89@protonmail.com: contattaci qui e ti invieremo il testo del nostro manifesto qualora fossi interessato.
lunedì 21 dicembre 2020
Il piano della riduzione della popolazione mondiale non si arresta:
IL PIANO DELLA RIDUZIONE DELLA POPOLAZIONE MONDIALE NON SI ARRESTA:
lunedì 14 dicembre 2020
Centro studi: le Georgia Guidestones e il progetto degli illuminati.
LE GEORGIA GUIDESTONES E IL PROGETTO DEGLI ILLUMINATI.
Cari lettori, oggi vorremmo sottoporre alla vostra attenzione le Georgia Guidestones, sebbene siano quasi totalmente sconosciute alla maggior parte della gente comune, costituiscono un'importante prova visibile dei piani della gerarchia occulta che domina il mondo. Rappresentano un ottimo metodo per comprendere la filosofia di questa gerarchia e i suoi credo apocalittici.
I messaggi scolpiti sulle Georgia Guidestones si riferiscono ai quattro punti di un piano specifico effettuato su scala globale dal Nuovo Ordine Mondiale.
1) L'autorità e la messa a punto di un governo mondiale unitario.
2) Il controllo della popolazione e della riproduzione.
3) L'ambiente e il rapporto dell'uomo con la natura.
4) La spiritualità dell'uomo postmoderno.
Il monumento è stato inoltre creato con il supporto e l'aiuto di esperti linguisti delle Nazioni Unite, scienziati e ingegneri, con cui è stato curato in particolare il posizionamento per la funzione astronomico-calanderiale del complesso (per un costo totale di svariate centinaia di migliaia di dollari). Da quando sono state presentate al mondo, nel marzo del 1980, le Georgia Guidestones sono state e sono tuttora utilizzate segretamente per cerimonie occulte e celebrazioni mistiche da numerose sette di pseudo-illuminati presenti sul suolo nordamericano. Anche se sembra che il fantomatico R.C. Christian non sia mai ritornato in zona, lo hanno fatto però i suoi seguaci, spesso imbrattando durante i loro "strani" rituali il monumento con il sangue di animali ovviamente sacrificati per l'occasione. Sfortunatamente e "stranamente" soltanto un leader religioso cristiano della zona ha avuto il coraggio di parlare apertamente contro la Stonehendge americana e il suo uso occulto da parte della misteriosa confraternita o delle sette ad essa legate. E dopo la sua denuncia, a causa delle tremende pressioni esercitate su di lui da parte delle autorità locali, manipolate a loro volta dalla élite occulta degli illuminati del Nuovo Ordine Mondiale che ha in questo luogo uno dei suoi santuari occulti. Ultimamente gli atti di vandalismo e i graffiti ai danni del monumento sono andati aumentando, così come l'intolleranza dell'americano medio rispetto alle Georgia Guidestones e ciò che rappresentano, ossia, la tirannia e la mancanza di compassione dei cosiddetti "potenti", pronti ad attuare un progetto nefasto nascosto dall'aura della profezia. Il messaggio profetico delle Georgia Guidestones consiste in 10 linee guida o direttive, espresse in 8 lingue, una per ciascuna per le 8 superfici complessive. Girando attorno alla struttura in senso orario, a partire dal nord, gli idiomi sono: Inglese, spagnolo, swahili, indi, ebraico, arabo, cinese e russo. Ecco il testo tradotto in italiano:
1) Mantenere la popolazione entro i 500 milioni di individui, in equilibrio perfetto con la natura.
2) Guidare il processo riproduttivo in maniera saggia, mirando all'adattabilità e la diversità.
3) Unificare tutta l'umanità mediante una nuova lingua viva.
4) Governare la passione, la fede, le tradizioni e altre cose simili, a ragion veduta.
5) Proteggere le nazioni e i popoli con giuste leggi e altrettanto giusti tribunali.
6) Far si che tutte le nazioni possano autodeterminarsi, risolvendo le controversie esterne tramite un tribunale mondiale supremo.
7) Evitare leggi futili e funzionari inutili.
8) Creare un equilibro tra i diritti della persona e i doveri sociali.
9) Tenere in considerazione la verità, la bellezza e l'amore, cercando l'armonia con l'infinito.
10) Evitare di essere un cancro sulla Terra, lasciando libero spazio alla natura.
Limitare la popolazione mondiale entro il mezzo miliardo di persone implicherebbe lo sterminio di nove decimi della stessa, compresa gran parte degli abitanti della nostra vecchia e cara Europa. Inoltre, la definizione precisa "al di sotto" potrebbe significare qualunque somma dal mezzo miliardo a scendere. dunque anche 2500 o 200 milioni come 499 milioni, risulterebbero comunque numeri al di sotto del mezzo miliardo, dunque in linea con quanto inciso nella pietra.
Fonte: Leo Zagami, Le confessioni di un illuminato V.II edizione Cursum Perficio.
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